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Numero 36: Rapporto ONU 2010 Pone in Risalto la Persecuzione del Falun Gong in Cina  
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Rapporto ONU 2010 Pone in Risalto
la Persecuzione del Falun Gong in Cina


Durante la 13° Sessione del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU l’Ispettore Speciale dell’ONU per la Tortura, Manfred Nowak, ha incontrato un gruppo di praticanti del Falun Gong , e tra loro erano presenti Mei Xuan (prima a sinistra), Ziyi Fang (seconda a sinistra) e Huimin Wang (terza a sinistra), che sono state incarcerate e torturate in Cina per la loro fede nel Falun Gong.

Come negli anni precedenti, le accuse di gravi violazioni dei diritti umani in Cina sono state una componente significativa dei rapporti presentati alla 13° Sessione del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, che si è tenuta a Ginevra dal 1 al 26 marzo. Tre Ispettori Speciali dell’ONU hanno raccontato in dettaglio nelle loro indagini annuali e nelle conclusioni presentate all’ONU le violazioni dei diritti umani subite dai praticanti del Falun Gong. Questi Ispettori sono Manfred Nowak, incaricato per il tema della tortura; Asma Jahangir, incaricata per la libertà di religione e di credo; e Magaret Sekaggya, che indaga le condizioni dei difensori dei diritti umani nel mondo.

I tre Ispettori hanno inviato numerosi appelli al governo cinese riguardanti i praticanti del Falun Gong, i Tibetani, i cristiani, gli Uiguri e coloro che hanno cercato di difendere i loro diritti legali ed umani. I loro rapporti possono essere scaricati dal sito delle Nazioni Unite: http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/13session/reports.htm. (Numeri dei documenti: Manfred Nowak, A/HRC/13/39/Add.1, A/HRC/13/39/Add.5; Asma Jahangir, A/HRC/13/40/Add.1; Margaret Sekaggya, A/HRC/13/22/Add.1).

La persecuzione degli avvocati cinesi è stata citata in diversi rapporti. Alcuni avvocati sono stati incarcerati per aver difeso legalmente i praticanti del Falun Gong. Il 31 marzo 2009, la signora Sekaggya ha inviato un appello urgente, insieme ad altri due ispettori, chiedendo informazioni su Wei Liangyue, direttore dello Studio Legale Jiaodian della città di Harbin, e di sua moglie, Du Yongjing. Per oltre vent’anni, il signor Wei ha fornito assistenza legale a persone della sua zona vittime di violazioni dei diritti umani, inclusi alcuni praticanti del Falun Gong detenuti per la loro fede. In base ad informazioni ricevute, il signor Wei e sua moglie sono stati arrestati dalle autorità nel febbraio 2009. Si teme che abbiano subito abusi psicologici e fisici durante la custodia. “È noto che entrambi erano stati avvisati dalle autorità di non discutere il caso pubblicamente e di non assumere un avvocato che li rappresentasse”, afferma il rapporto.

Un altro avvocato dei diritti umani, Zhang Kai, “…è stato appeso con delle manette dentro una gabbia” mentre era sotto la custodia della polizia. Ancor prima che Zhang Kai e il suo collega Li Chunfu fossero arrestati, mentre si trovavano in casa di un loro cliente – la famiglia del praticante del Falun Gong deceduto Jiang Xiqing – gli agenti di polizia “hanno iniziato a tirarli per i capelli, a torcere loro le braccia e a picchiarli dopo averli scaraventati a terra”. La signora Sekaggya ha scritto che, secondo le informazioni ricevute, durante il loro interrogatorio, entrambi hanno subito minacce con la richiesta di non rappresentare praticanti del Falun Gong. Dopo essere stati rilasciati, “le loro mani erano piene di contusioni e ferite; le mani di Zhang Kai erano anche gonfie e Li Chunfu aveva difficoltà a sentire da un orecchio.”

Manfred Nowak ha fornito un ritratto analogamente inquietante della violenza inflitta dalle forze di sicurezza cinesi contro persone innocenti, compresi i decessi di “16 praticanti del Falun Gong a causa delle ferite subite durante la custodia in Cina.” Nowak ha richiesto spiegazioni sui loro decessi, e su altri casi di maltrattamenti, pestaggi e torture messe in atto dalle autorità cinesi. Il 16 praticanti del Falun Gong sono: Hu Yanrong, Huang Fajun, Xiong Zhengming, Bai Heguo, Zong Xiuxia, Yu Zhou, Gu Jianmin, Gu Qun, Fan Dezhen, Liu Quan, Wu Xinming, Chen Yumei, Zhong Zhenfu, Yang Jingfen, Sun Aimei, and Hou Lihua.

Il rapporto di Nowak include i casi di Zhou Xiangyang e Wang Yonghang. Il signor Zhou è stato condannato a 9 anni di prigione nel maggio 2003. Si sospetta che in prigione sia stato torturato brutalmente perché si è rifiutato di abbandonare la sua fede nel Falun Gong. Poi gli è stato detto che per poter ricevere cure mediche doveva rinunciare alla pratica del Falun Gong. Il signor Wang Yonghang, ex avvocato della città di Dalian, a quanto riferito è stato picchiato in modo grave, causandogli tra l’altro la frattura della caviglia destra. In altri casi riportati, le vittime sono state torturate fino quasi in punto di morte, tenute in isolamento solitario per mesi o condannate a anni di campo di lavoro a causa della loro fede nel Falun Gong o per le attività pacifiche ad esso connesse.

Nowak ha scritto nel suo rapporto, “la Cina mantiene il metodo più istituzionalizzato per reprimere i dissidenti politici che io abbia mai incontrato.” I dissidenti politici e i difensori dei diritti umani, i gruppi etnici spesso sospettati di separatismo (particolarmente il Tibetani e gli Uiguri), così come i gruppi spirituali come il Falun Gong sono spesso accusati di crimini politici come quello di danneggiare la sicurezza nazionale cercando di insidiare l’unità del paese, di sovversione o di trasmettere illegalmente segreti di Stato a individui esterni al paese. Tali individui non solo sono ad alto rischio di tortura quando sono arrestati, ma il sistema della Rieducazione Attraverso il Lavoro spesso usato come pena per i crimini politici impiega misure come coercizione, umiliazione e punizioni atte ad alterare la personalità del detenuto al punto da spezzare la loro volontà.

Raccontando esperienze della sua missione conoscitiva in Cina, Nowak ha affermato, “In Cina molti detenuti sono semplicemente troppo spaventati per avere una conversazione con me, anche se di natura molto generale e senza toccare alcuna questione compromettente. Il solo fatto di poter forse essere percepiti come qualcuno che si è lamentato con l’Ispettore Speciale dell’ONU era un rischio che molti legittimamente non volevano correre. Altri, hanno avuto il coraggio di parlare con me solo dopo che ho assicurato loro che si trattava di una conversazione confidenziale e che il loro caso non sarebbe stato inserito nelle appendici del mio rapporto. La possibilità di rappresaglie contro coloro che intervistavo ha fortemente influenzato la mia indagine conoscitiva.”

A proposito delle 16 morti di praticanti del Falun Gong causate dalle ferite subite durante la custodia, la signora Jahangir, Ispettore Speciale per la libertà di religione e di credo, ha scritto nella sua trasmissione alla Cina, “Mentre le circostanze in cui sono avvenute queste morti differiscono, tutte le vittime erano praticanti del Falun Gong e sono tutti morti sotto il controllo di agenti incaricati di far rispettare la legge o poco dopo il loro rilascio. Si esprime preoccupazione per il fatto che gli arresti e le morti di questi individui fossero connesse soltanto con le loro attività di praticanti del Falun Gong. ”

La risposta tipica del governo cinese è stata di ignorare questi rapporti o di negarli.

I rapporti annuali pubblicati dagli Ispettori Speciali dell’ONU sono i documenti più autorevoli della comunità internazionale sullo stato dei diritti umani nel mondo. Sono basati su denunce ricevute in maniera formale e sulle conseguenti comunicazioni con i governi di ogni parte del mondo e anche su indagini conoscitive svolte negli anni precedenti.



Per firmare la petizione online:
http://www.falunhr.org/te/index.php?signature=1&lang=italian


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